Nikkei MJ, importante testata economica del gruppo giapponese Nikkei, nel mese di novembre 2025 dedica un nuovo approfondimento allo sviluppo degli Alberghi Diffusi in Giappone, con un titolo eloquente:
“Il 60% degli ospiti sono visitatori stranieri: le ‘città-albergo’ di Zao e Hirado attraggono nuovi viaggiatori grazie alla certificazione italiana Albergo Diffuso”.
L’articolo racconta come il modello italiano dell’Albergo Diffuso — un’ospitalità che considera il borgo come un unico hotel, valorizzando case e spazi esistenti — stia conquistando sempre più interesse in Giappone.
A maggio, a Zao (prefettura di Miyagi) alcuni operatori hanno avviato iniziative ispirate al modello AD; a giugno, Hirado (prefettura di Nagasaki) ha ottenuto la certificazione ufficiale italiana, diventando uno dei riferimenti nazionali.
Il quotidiano sottolinea alcuni elementi chiave:
- Crescita dei visitatori: a Zao, gli ospiti inbound rappresentano già circa il 60% del totale, segno che il format attira viaggiatori da tutto il mondo.
- Valorizzazione del contesto: il modello AD consente di recuperare abitazioni vuote, coinvolgere i residenti e trasformare l’intero centro storico in un’esperienza di soggiorno autentica.
- Differenze tra modelli: l’articolo distingue l’Albergo Diffuso da altre forme di ospitalità diffusa introdotte in Giappone da Giancarlo Dall’Ara, Presidente Associazione Alberghi Diffusi, come l’“Ospitalità Diffusa” (OD), e “AD Town”.
- Interesse nazionale crescente: Nikkei segnala che sempre più municipalità giapponesi stiano valutando la certificazione italiana, considerando l’AD un modello utile per contrastare la perdita di popolazione, valorizzare i centri storici e innovare il turismo locale.
Un riconoscimento importante per l’ospitalità diffusa italiana e per lo sviluppo degli Alberghi Diffusi in Giappone.


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